Il formato PDF: una rivoluzione nel mondo della grafica… e non solo

Chi non ha mai usato un PDF? Ormai è quasi un sinonimo di “documento”. Chiunque usi Internet e posta elettronica si è imbattuto in documenti con questo formato, uno standard talmente diffuso che, come succede spesso, sembra essere sempre esistito. E invece no!

Breve storia del PDF

La nascita ufficiale del PDF, acronimo per Portable Document Format, risale al 15 giugno 1993. La rivoluzione che lo porterà ad essere indispensabile ha inizio dalle doti e intuizioni di John E. Warnock, ingegnere che da piccolo odiava la matematica e che se ne appassionerà grazie ad un insegnante dell’Università dello Utah. Dopo un tirocinio in IBM dove ha modo di approfondire la programmazione, approda in Xerox, leader nella produzione di stampanti e fotocopiatrici. Qui, insieme a Chuck Geschke, sviluppa Interpress, un protocollo innovativo che mette in comunicazione PC e stampanti. I due ingegneri vorrebbero lanciarlo sul mercato, mentre Xerox vuole renderlo uno standard esclusivo per i suoi prodotti. Credendo tenacemente nella loro idea e desiderando che il mondo la conosca, decidono di lasciare Xerox e di fondare Adobe Systems nel 1982. Il primo step è l’invenzione del PostScript, un linguaggio che permetterà, di lì a poco, di riprodurre immagini e documenti a costi molto contenuti. È Steve Jobs che per primo lo utilizza, introducendolo nella Apple LaserWriter. Il linguaggio richiede ancora l’uso di macchine e stampanti molto potenti, e quindi costose: non è ancora un’invenzione “pop”. Nel 1991 Warnock, con “The Camelot project”, punta a fare il grande salto: rendere possibile la visualizzazione di materiali creati con applicazioni e sistemi operativi diversi. In pochi anni si rende disponibile il PDF: è un formato multipiattaforma, ideato per avere un aspetto identico su qualsiasi device; è gratuito e open source, visualizzabile con Acrobat Reader e nessuna informazione viene persa! In breve tempo diventa preferibile a qualsiasi altro formato per pubblicare documenti.

Una rivoluzione nel campo grafico

Approfondendo il tema in campo grafico, e più nello specifico nel settore della grafica editoriale, scopriamo che il PDF ha rappresentato una rivoluzione anche in questo campo. Come si lavorava prima dell’avvento del PDF? Era tutto molto più complicato…

Inviare un prodotto grafico finito per la stampa (che si trattasse di un libro, di un depliant, di un giornale o qualunque altra realizzazione grafica) significava consegnare il documento originale realizzato con un programma di impaginazione e grafica (ai tempi, per esempio, Quark Xpress, Freehand, Pagemaker) insieme a tutto ciò di cui era composto, ovvero disegni, fotografie e font (i caratteri tipografici). Lo stampatore doveva utilizzare lo stesso programma per aprirlo: bastava un minimo errore o una dimenticanza di chi aveva fatto il “pacchetto” dei materiali, per visualizzare e stampare il contenuto sbagliato. Senza considerare che questi materiali avevano un peso notevole (digitalmente parlando) e che, prima dell’avvento di supporti quali CD e DVD, si utilizzavano le “cartucce” Zip e Jaz con i relativi lettori, apparecchi che si deterioravano piuttosto facilmente e potevano dare problemi in scrittura e lettura.

Uno step intermedio è stato il linguaggio PostScript, che permetteva di esportare il lavoro in modo da mantenere tutti i suoi elementi all’interno, ma il risultato non era visibile se non al momento della stampa, quando veniva elaborato dalla macchina. Non c’era possibilità di controllo preventivo. Inoltre il PostScript ha avuto un’evoluzione tesa a risolvere vari problemi di compatibilità, immagini e font che potevano saltare pur essendo corretti ecc.

Nel frattempo nasce il PDF che, però, prima di essere utilizzato in campo grafico avrà bisogno di ulteriori evoluzioni per poter di gestire lo spazio colore in quadricromia, i mezzitoni, la sovrastampa (PDF 1.2), migliorare la gestione dei font, poi la gestione delle trasparenze, i livelli ecc. Tra il 2000 e il 2010 il PDF si fa strada sempre più, fino a diventare insostituibile. Vari plug-in vengono sviluppati per Acrobat in supporto alle aziende grafiche, per effettuare controlli di qualità e riscontro di errori. La rivoluzione è compiuta.

Parallelamente, il PDF si diffonde non solo nel mondo del lavoro, ma popolarmente, grazie alla scelta di distribuire gratuitamente Adobe PDF Reader (1998) e alla sua introduzione nel mondo del web. Molte stampanti “casalinghe” lo possono gestire e, crescendo le possibilità di compressione che riducono le dimensioni dei file, diventa un formato per l’interscambio di documenti via e-mail (posta elettronica).

Gli ultimi sviluppi

Negli anni a venire tutto si modifica velocemente, i programmi di impaginazione e grafica cambiano (Adobe diventa leader indiscusso), nel contempo il PDF evolve. L’utilizzo delle bozze cartacee per la correzione si va man mano riducendo, sempre più lo scambio tra autori, redattori e impaginatori avviene tramite PDF. La stessa correzione di bozze può essere fatta dai redattori sui PDF, utilizzando i commenti, con la possibilità di scrivere digitalmente sugli stessi. I sistemi di scambio documenti tramite servizi online e piattaforme di condivisione di documenti permettono, infine, di superare i limiti di spazio dell’invio tramite mail. Chissà il futuro dove ci porterà.

Non ci sono commenti

Scrivi un commento