Grafica per il digitale e grafica analogica, di cosa si tratta?

Oggigiorno quando parliamo di elaborati grafici dobbiamo avere ben in mente su che supporti vogliamo veicolare i nostri prodotti, perché cambiando il supporto cambia anche il tipo di lavorazione.

La grafica per la stampa ha delle regole rigide da seguire e quando si lavora per questa tipologia di prodotto è necessario considerare questa serie di cose:

  • DIMENSIONE DELLE IMMAGINI.

La stampa non perdona gli errori sulle immagini! Le immagini non vanno mai ingrandite più della loro massima dimensione (per esempio un’immagine  10×10 cm non può essere ingrandita più di quella dimensione perché sennò si sgranerebbe), quindi la ricerca di queste deve essere molto attenta: immaginate di dover creare un cartellone pubblicitario molto grande, le immagini dovranno essere grandi di conseguenza;

  • I MARGINI

I margini sono (impropriamente) i limiti dell’elaborato. Quando si imposta un lavoro è fondamentale settare e considerare anche le pagine al vivo che sono rappresentate da degli “sbordi” di qualche millimetro fuori dal foglio di lavoro (oltre i margini quindi). Le pagine al vivo sono l’errore di taglio della macchina, per questo è consigliabile tenerle in considerazione e se ci sono elementi grafici posizionati sui margini riempire bene le pagine al vivo così da camuffare gli errori di taglio nel caso ce ne fossero.

  • QUADRICROMIA

Ciano, magenta, giallo e key (il colore chiave, quasi nero): lo sappiamo fin da bambini che questi sono i colori primari e che mixati danno vita a tutti i colori. La stampa funziona esattamente così con colori reali, il file deve essere impostato in modalità colore quadricromia: in questa maniera vengono salvate tutte le informazioni sui colori per la stampa (per esempio le percentuali di giallo o magenta per la resa un rosso più caldo o freddo). 

ATTENZIONE: i colori che vedi sul pc mentre si lavora sul prodotto, saranno più brillanti di quelli dello stesso prodotto finito e stampato! Perché? Perché il computer utilizza i colori in tricromia: rosso, verde, blu e bianco sono i colori primari digitali… ne parliamo più avanti!

LA GRAFICA PER IL WEB O SUPPORTI DIGITALI SEGUE DEI METODI DI LAVORAZIONE DIVERSI, MA ANCHE UNA FORMA MENTIS DIFFERENTE!

Innanzi tutto le unità di misura del digitale e la non tangibilità del lavoro stesso: può sembrare banale ma abituarsi a lavorare in pixel per una grafica che deve e andare bene per un monitor da 27 pollici ma anche per un cellulare non è affatto semplice.

In questa frase troviamo già alcune peculiarità che sono:

  • DIMENSIONI E PROPORZIONI

Di solito si usano pixel e percentuali (per proporzionare). Alcune volte queste lavorazioni sono più malleabili perché non abbiamo i limiti che ci impone la stampa, ma appunto per questo spesso le grafiche create per web devono poter essere supportate da diversi dispositivi avere lo stesso impatto su monitor ma anche su smartphone. Bisogna fare diverse prove per posizionare le informazioni all’interno del lavoro per far si che il tutto calzi a pennello nelle diverse formattazioni.

Più che nella stampa bisogna tenere d’occhio il peso dei files che verranno pubblicati: devono essere il più leggeri possibile per circolare in rete. Per esempio un sito internet con immagini molto pesanti ci metterà un sacco di tempo a caricare e diventa controproducente: avrai creato delle grafiche che nessuno vedrà perché il sito troppo pesante non le carica!

Alleggerire le immagini senza perdere la qualità delle stesse, e si ritorna di nuovo allo studio del supporto principale per la pubblicazione come abbiamo spiegato prima per la stampa, per capire che tipo di immagine scegliere: che grandezza utilizzare e quanto si possono alleggerire senza perdere in qualità con immagini pixelose poco gradevoli.

  • TRICROMIA

Lo abbiamo accennato prima: rosso, verde e il blu sono i colori primari digitali e funzionano per addizione (sommano la loro luminosità) ed è per questo a monitor i colori sono più brillanti. Questo metodo di colore è anche ciò che permette di alleggerire i files, perché non c’è nessuna macchina (oltre i device con cui si fruisce) che deve codificare le percentuali di colore da mescolare. C’è un codice colore prodotto dalle quantità di R(red) G(green) B(blu) che verrà visualizzato su tutti i dispositivi!

Codice colore
Colori "primari" digitali
Non ci sono commenti

Scrivi un commento